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Come creare un plugin di WordPress e perché è importante saperlo fare #adessonewsitalia


Un plugin è un elemento software che viene incluso in un’applicazione web – tipicamente un Content Management System (CMS) – per modificarne o estendere le sue funzionalità.

Di norma, quando si è nell’ambito dello sviluppo di un sito, il concetto è associato a WordPress, la più celebre e utilizzata tra le piattaforme per la creazione delle presenze sul web, che di plugin ne mette a disposizione in quantità, per tutte le esigenze, dalle più semplici alle più specifiche.

Cos’è un plugin di WordPress

Si tratta, per dirla in un linguaggio tecnico, di frammenti di codice preconfezionato che vengono realizzati dagli sviluppatori della comunità di WordPress, professionisti e non.

In altri termini, meno da adepti della programmazione, si tratta di componenti aggiuntivi: se volessimo spiegare il concetto con un parallelo vicino alla vita quotidiana, il paragone più pertinente è quello che assimila il CMS a uno smartphone, e i plugin alle app che vengono installate dall’utente, ciascuna delle quali è indirizzata a un determinato scopo e specializzata nello svolgere un preciso compito.

Poiché i plugin oggi disponibili sono diverse decine di migliaia – tra gratuiti con funzionalità di base e a pagamento, più avanzati e con supporto dedicato – è probabile che vi sia anche quello adatto a un determinato bisogno ma, se – al contrario – la feature che si desidera aggiungere al sito è molto specifica, l’unica soluzione è quella di procedere con il fai-da-te e creare il plugin personalizzato adatto allo scopo.

Realizzare da zero un plugin non è un’operazione semplice, ma se si è in possesso di una discreta competenza del linguaggio di programmazione (o più precisamente di scripting) PHP, e di WordPress, può rivelarsi meno complicata di quel che si possa pensare.

Come creare un plugin di WordPress in cinque mosse

1. La cartella dei plugin

Dopo essere entrati nel backend del sito via FTP o attraverso il pannello di controllo del CMS in hosting, occorre accedere alla cartella dei plugin di WordPress e crearne una nuova.

2. Il file PHP principale del plugin

Il nuovo passaggio consiste nel creare il file principale del plugin all’interno della nuova cartella appena creata e attribuirgli lo stesso nome.

Le prime righe di codice per poter creare un plugin WordPress devono contenere le informazioni necessarie affinché possa “dialogare” correttamente con la piattaforma.

3. Pronto all’uso

Ora che il plugin è stato creato occorre procedere con ciò che riguarda la vera essenza di questo oggetto informatico: svolgere una funzione.

4. Funzioni, ganci, filtri e azioni

Il modo più semplice per far accadere qualcosa in WordPress è mediante le funzioni, i ganci, le azioni e i filtri. Pertanto, per iniziare a codificare il plugin è necessario familiarizzare con i meccanismi propri di questi strumenti, a partire dalle loro API specifiche.

Le funzioni specificano come qualcosa accadrà e possono eseguire feature nei file del template, oppure possono essere collegate a filtri o azioni. Possono anche includere dei template tag che servono per specificare il “quando” si deve applicare una determinata funzione.

L’hook (gancio in inglese) consente di manipolare una procedura senza modificare il file del core di WordPress. Un gancio può essere applicato sia all’azione che al filtro. Questi ultimi rappresentano tutto ciò che controlla in che modo si svolgono le attività previste dal plugin.

Le azioni vengono attivate nel momento stesso in cui le funzioni si svolgono: hanno a che fare, per esempio, con il caricamento di una pagina, con il log-in di un utente, o con una qualsiasi altra azione personalizzata che sia stata definita nel plugin.

Entrambe gli oggetti possono essere aggiunti utilizzando una loro specifica funzione prevista dal CMS, mediante la relativa sintassi.

5. Le opzioni

Dopo aver individuato nel suddetto testo le funzioni dalle quali partire per creare il plugin personalizzato sarà possibile creare una pagina di opzioni, in modo che gli utenti possano, a loro volta, modificarne la funzionalità. Non è un’attività necessaria, ma rappresenta comunque un’opportunità in più.

In sintesi

Qui di seguito, una raccolta che riassume tutte le voci da dettagliare all’interno del codice del plugin da inserire nel file su WordPress:

Plugin Name: (obbligatorio) il nome del plug-in, che verrà visualizzato nell’elenco di tutte le componenti che appartengono a questa categoria di oggetti di un sito.
Plugin URI: la home page del plugin, che dovrà avere, necessariamente, un URL univoco.
Description: una breve descrizione del plugin, meglio se contenuta in 140 caratteri.
Version: il numero di versione corrente del plug-in.
Requires at least: la versione di WordPress più bassa su cui funzionerà il plugin.
Requires PHP: la versione PHP minima richiesta.
Author: Il nome dell’autore del plugin. È possibile elencare più autori utilizzando virgole.
Author URI: il sito web o il profilo dell’autore su un altro sito web.
License: il nome breve (slug) della licenza di distribuzione del plugin.
License URI: un collegamento al testo completo della licenza.
Text Domain: il dominio di testo gettext del plugin.
Domain Path: il percorso del dominio che consente a WordPress di sapere dove trovare le traduzioni.
Network: definisce se il plugin può essere attivato o meno a livello di rete. Può essere impostato soltanto su true e dovrebbe essere escluso quando non è necessario.

Che cos’è il Codex di WordPress

Com’è noto WordPress è un CMS open source straordinariamente personalizzabile, al punto che – come abbiamo accennato all’inizio di questa panoramica – chiunque sia dotato di competenze anche minime di sviluppo può creare il proprio tema o il proprio plugin.

Per procedere senza intoppi in tutte e le fasi e i passaggi del processo di creazione di un plugin, è necessario entrare in contatto con il cosiddetto Codex, il manuale online (gratuito) di WordPress. In continuo aggiornamento, contiene al suo interno tutte le informazioni di base ma anche quelle più avanzate per gli sviluppatori per conoscere a fondo la piattaforma.

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Oltre che una guida, Codex può essere considerato anche come una sorta di archivio in continua crescita, dove sono contenute le informazioni e la documentazione del sistema, con tutto quello che c’è da sapere al riguardo, da come installarlo alla struttura delle singole funzioni che lo compongono.

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